Come è essere figlio

di Franca Rame e Dario Fo

di e con Jacopo Fo
regia di Felice Cappa
 

Racconti e ricordi per rispondere alla domanda che in assoluto è stata fatta a Jacopo Fo più volte nel corso della sua vita: com’è esser figlio di Franca Rame e Dario Fo? E per soddisfare la curiosità Jacopo ci porta in un mondo di guitti e attori girovaghi, di affabulatori, di scenografi e disegnatori di favole che hanno delle salde fondamenta nella storia del nostro paese.

Calcinculo

di e con Enrico Castellani e Valeria Raimondie

con Luca Scotton

musiche Lorenzo Scuda

Uno spettacolo in cui musica e teatro si contaminano e dialogano in modo incessante e vertiginoso. Viviamo un tempo ossessivo che le parole e le immagini non riescono più a raccontare da sole, la musica arriva in soccorso come una medicina o una miccia esplosiva.

Una bomba d’energia creativa da parte di una delle realtà italiane più urticanti, già Premio Ubu.

Infanzia felice

di e con Antonella Questa

coreografie e messa in scena Magali B -CieMadeleine&Alfred

Una maestra rigida, un gatto parlante, dei bambini capricciosi e viziati, una preside dedita all’aperitivo, una madre in carriera e un principe sono alcuni dei protagonisti di questa fiaba per adulti. Un viaggio, anche divertente, nella famiglia e nella scuola di oggi, per capire le radici della rabbia che anima la guerra tra genitori e insegnanti.

Dovevate rimanere a casa, coglioni

di Rodrigo Garcia

con Rebecca Rossetti

regia di Jurij Ferrini

Una prova d’attrice per un monologo sorprendente e catturante, che ha l’improntitudine e la crudezza dell’infanzia. Rodrigo Garcia è un autore che è già divenuto un classico della nostra contemporaneità, perché i suoi testi consistono in una serie di ragionamenti scomodi, divertenti e disorientanti. Nel suo teatro l’irriverenza va al di là della forma.

Grand Hotel Serenase

di Manuel Bona

con Marco Ferrero e Orlando Manfredi

Un attore e un musicista in un delicato incrocio di persone e di storie, in una danza sottile che vede alternarsi matti, medici, infermieri e parenti, come piccoli quadretti dentro la cornice particolare di un Repartino Psichiatrico, come un vecchio blues “in dodici” ora malinconico e arrabbiato, ora solare ed energico, sempre uguale e ogni volta.

Il cavaliere inesistente

da Italo Calvino

adattamento di Francesco Niccolini e Jacob Olesen

con Jacob Olesen

regia di Jim Calder e Amandio Pinhero

Prima Regionale


Jacob Olesen dà vita a tutti i personaggi del romanzo di Calvino tra armature, clangori, musiche e canti. Al centro del libro un paradosso: il protagonista decide di non vivere e diventa un punto di negazione. La storia del Cavaliere è quella di chi vorrebbe essere considerato veramente, proclamando la propria volontà di compiere imprese valorose.

Il campanello

di Roberto del Gaudio

con Francesca Bracchino ed Elisa Galvagno

scene e regia Sax Nicosia

Prima Nazionale


Una pièce funambolica che regala vertiginose escursioni dal comico più schietto alle rarefatte temperature dell’assurdo, fino a un’intensità che caratterizza la tragedia. Le protagoniste sono due sorelle, Damiana e Angela, creature leggere, capaci di volare in alto e in basso come le rondini, sferzate da una vita cattiva ma sempre capaci di ridere.

First love

di e con Marco D’Agostin
consulenza drammaturgica Chiara Bersani
consulenza scientifica Stefania Belmondo e Tommaso Custodero

 

Torino Danza / progetto Corpo Links Kluster

Espace Malraux Scène National /VAN
 

Omaggio a Stefania Belmondo

 

PREMIO UBU 2018 MIGLIOR PERFORMER UNDER 35

È la storia di un ragazzino degli anni ’90 al quale piaceva lo sci di fondo. Quel ragazzo, ora non più sciatore ma danzatore, si cimenta in una rilettura della più celebre gara della campionessa piemontese, la 15 km a tecnica libera delle Olimpiadi di Salt Lake City 2002. Un assolo appassionante, sorprendente, coinvolgente. Memorabile danza di parole.

O la borsa o la vita

di Fabrizio Coniglio e Mario Almerighi
con Fabrizio Coniglio e Roberto D’Alessandro
 

Due preti di un piccolo paese raccolgono fuori dalla loro basilica una borsa.
Chi l’ha lasciata?
Una commedia divertente ripercorre il mistero della morte e dello strano rinvenimento della borsa di Roberto Calvi, presidente del Banco Ambrosiano trovato impiccato nel 1982 a Londra.
Tutti i documenti citati nella pièce sono rigorosamente autentici.

La battaglia dei pedali

con Aurora Candelli, Francesca Bellini, Julio Escamilla
scritto e diretto da Ketti Grunchi

 

In occasione della Giornata della Memoria

Gino Bartali è stato riconosciuto come «Giusto tra le Nazioni» per il suo impegno come corriere durante l’occupazione tedesca: il ciclista, nascondendo documenti falsi per gli ebrei nella canna e nel sellino della sua bicicletta, salva ottocento persone dalla deportazione nei lager.

Tre giovani attori raccontano i sogni e le imprese di «Ginettaccio».

DOVE

presso SIVA / Via Leinì 84 / Settimo Torinese

Amleto take away

di e con Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari
 

PREMIO UBU 2018

Gino Bartali è stato riconosciuto come «Giusto tra le Nazioni» per il suo impegno come corriere durante l’occupazione tedesca: il ciclista, nascondendo documenti falsi per gli ebrei nella canna e nel sellino della sua bicicletta, salva ottocento persone dalla deportazione nei lager.

Tre giovani attori raccontano i sogni e le imprese di «Ginettaccio».

Sulla morte senza esagerare

con Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Matteo Vitanza
maschere Ilaria Ariemme
ideazione e regia Riccardo Pippa

L’unica certezza è la morte, si dice, ma quanti ritardi nel suo lavoro, quanti imprevisti, tentativi maldestri, colpi a vuoto e anime rispedite al mittente! Un omaggio alla poetessa polacca Wislawa Szymborska realizzato con maschere contemporanee di cartapesta che descrivono, senza parole, gli addii. Per trattare della morte, sempre senza esagerare.

Parole note live

con Giancarlo Cattaneo e Maurizio Rossato

CREAZIONE 2020

In occasione della Giornata mondiale della Poesia. Da alcuni anni «Parole Note”» è in scena su tutto il territorio nazionale con il live che combina musica, testi e un’evocativa selezione di immagini: uno  ‘spettacolo della poesia’.
Dalla consolle Maurizio Rossato programma la sequenza di video e musiche, mentre Giancarlo Cattaneo legge e interpreta testi poetici spaziando tra autori classici e coevi in un sodalizio che è già poesia.

Otello

di e con Davide Lorenzo Palla
con il polistrumentista Tiziano Cannas Aghedu
regia di Riccardo Mallus

Un cantastorie di oggi porta lo spettatore a volare libero nello sconfinato mondo dell’immaginazione: interpreta tutti i personaggi, recita i versi di Shakespeare e subito dopo torna a narrare la storia rivolgendosi direttamente alla platea. Il classico viene agito, ravvivato e illustrato in un turbinio di situazioni e di atmosfere che incantano.

Io odio

Apologia di un bulloskin

di e con Luca Busnengo
ideazione e regia Maurizio Bàbuin

PRIMA NAZIONALE – Progetto trilogia Indagare il male

L’intento è indagare il male, che è soprattutto maschio, perché è spropositato il divario: per una donna che delinque ci sono cento uomini che rubano, stuprano, uccidono, vivono male ledendo l’altrui libertà. In scena il primo tassello di una trilogia incentrata su categorie deviate del nostro contemporaneo: gli skinheads, i pedofili, gli stalker. Una feroce prova d’attore.

Raptus di luna

Una commedia dell'altro mondo

con Serena Abbà, Bruno Orlando, Giacomo Vassallo, Marta Ziolla
maschere di Franco Leita
collabora ai testi e alla drammaturgia Camilla Bassetti
direzione Mauro Piombo

La Nave dei Comici salpa alla volta della Luna: la gerla di Arlecchino e la spòrta di Pulcinella in groppa a una brigata di giovani comici di talento, portano la saga delle maschere nell’Oggi. La nobile tradizione dell’Arte: l’immaginario degli scenari antichi orientati in una performance nel vivido del tempo presente. Per un’esplosione di vitalità.

Spettacolo finale

con gli attori della Shakespeare School

regia Jurij Ferrini

Quarto anno del progetto di formazione immersivo per giovani attori. «Ci troveremo a realizzare un teatro povero, sobrio, scarno – dichiara Ferrini – dove solo la parola e gli attori saranno al centro della scena e sapranno relazionarsi tra loro e con gli spettatori, che sono da sempre il motivo essenziale per il quale l’Arte dello Spettacolo esiste».

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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