LA COMMEDIA DELLA PAZZIA

di Mauro Piombo e Lisa Zuccoli
con Zahira Berrezouga – Maria Augusta Balla
Davide Cuccuru, Antonella Delli Gatti, Michele Guaraldo, Orlando Manfredi
scenografia e costumi Deborah Gambino
canti e partiture vocali Pietro Mossa
disegno luci Antonio Stallone
responsabile tecnico Marco Ferrero
maschere di Franco Leita

regia di Mauro Piombo

Santibriganti Teatro (Torino)

Fascia d’età:  partire da 14  anni - tout public

Durata: 75 minuti

Dal vivo, la grande tradizione italiana della Commedia dell’Arte. Con riferimento ad alcune immagini allegoriche arcaiche, La commedia della pazzia nasce dalla sottana della donna, dal delirio sentimentale di Adalia, l’amorosa. Le maschere sono l’evocazione della sua pazzia. Claudio, l’uomo della fantasia di Adalia, è un parto gemellare della sua mente fattosi imprevedibilmente carne...
La ricerca frenetica dell’ “ideale uomo” da parte di Adalia e dell’ “ideale donna” da parte di Fulvio, un amoroso annoiato dalle donne, è il filo conduttore del canovaccio: in una sorta di carnevalesco “mondo alla rovescia” i protagonisti vestiranno l’una i panni di un uomo e l’altro quelli di una donna; è un classico espediente comico, ma anche un viaggio iniziatico di due giovani alla scoperta del maschile e del femminile. Il tema del doppio coinvolge tutti i personaggi della commedia e li trascina in un carosello di equivoci e situazioni grottesche. La conclusione, alla maniera delle favole rappresentative, è un lieto fine in cui si coniugano amore e pazzia.
Pur nel rispetto dell’Improvvisa, dei suoi tipi fissi (amorosi, zanni, vecchi), qui la ricerca si è svolta nel segno della reinvenzione, coniugando tradizione ed innovazione: i tratti caratteristici della Commedia dell’Arte sono il fondamento dello spettacolo e l’idea di far vivere personaggi immaginari per arginare il bisogno d’amore domina la tradizione occidentale, è quindi contemporaneamente antica e moderna.
Il linguaggio primo è la Maschera, sorta di spirito diabolico che si traduce in rito pagano; la voce e la parola si rifanno ad un universo multiculturale nel quale si mescolano canti, armonie, cacofonie e guazzabugli linguistici. La messa in scena si è avvalsa dell’azione creativa degli attori, veri artefici della commedia.


Lo spettacolo, nell’estate del 2003, ha rappresentato l’Italia in due festival europei: Avignon Off in Francia e InCurt di Tarragona in Spagna; rientra nel progetto Laboratorio Permanente sulla Commedia dell’Arte (Europa in Maschera programma Cultura 2000).
La commedia della pazzia ha partecipato alle Olimpiadi della Cultura (Torino, febbraio 2006). Ad agosto 2006 è stato al V Festival Internacional de Máscaras e Comediantes – Lisbona (Portogallo).

DICONO

«La messa in scena è efficace, spigliata, divertita […] La partitura verbale, frullata in endecasillabi, rime, dialetti, assolve compiutamente alle esigenze di scena, alla maniera di un canovaccio, introducendo però elementi della drammaturgia contemporanea. Gli attori, tutti bravi, sono la forza dello spettacolo».

Tiziano Fratus / www.manifatturae.it

«E’ un susseguirsi surreale di scene e scenette, di dialoghi e monologhi, di giochi mimici e acrobatici che danno corpo ad una vicenda immersa nel tempo delle fiabe, forse nel medioevo, tanto non importa. […] per trarre divertimento è sufficiente adeguarsi all’affiatamento dei membri della compagnia […] e basta seguire la messa a fuoco dei ritmi, il virtuosismo eclettico, la gestualità accentuata, i fantasiosi costumi. […] con il suo repertorio di mosse, lazzi e battute, segue con innegabile maestria i moduli della Commedia dell’Arte nell’intento di mantenerne vivi i caratteri, pare che ad ogni replica renda più smaglianti i suoi colori».

Mirella Caveggia / Primafila

«Des masques vénitiens, des costumes à l’italienne, des palabres en toutes les langues […] et voilà le public plongé dans le monde à la fois grotesque, vulgaire, fantasque de la Commédia dell’Arte! Sur scène, les comédiens, talentueux dans leur rôle de composition, s’animent, s’agitent dans tous les sens et mettent en scène l’inversement des rôles entre personages».

Julie Nobili / La Provence

«Con La Commedia della Pazzia […] si tenta una strada abbastanza originale, e il risultato spettacolare premia il coraggio della scelta. I cinque attori hanno alle spalle un’evidente preparazione filologica e specialmente un training fisico di grande impegno, che ha consentito loro di far propri gli stilemi della Commedia dell’Arte, e si prodigano senza risparmio. […] la minuta e vivacissima Antonella Delli Gatti, nel ruolo di una vecchia, tiene con padronanza la scena grazie ad una gustosissima, ipercinetica gestualità” Claudio Facchinelli, www.tuttoteatro.com

“Tutti gli attori dimostrano una grande abilità, una vis comica unita ad esibizioni all’insegna del virtuosismo verbale ed espressivo, che rendono lo spettacolo una favola estremamente divertente».

Gisella Gallenca / Corriere dell’Arte

«[…] realizzato da una delle più interessanti realtà teatrali torinesi, alias Santibriganti. Un piccolo gioiello capace di sprigionare inesauribile divertimento, grazie alla freschezza dei talentuosi interpreti, coniugata ad una pulizia e a un rigore frutto di un training fisico estremamente impegnativo. […] L’intento culturale che sottende all’operazione è quello, nobilissimo, di attuare un recupero delle radici, tutte nostrane, della Commedia dell’Arte. […] Completano lo spettacolo piacevoli momenti corali e canti a più voci, scanditi, come tutto l’insieme, da ritmi e tempi perfetti».

Erika Monforte / Il nostro tempo

«Ecco svilupparsi la vicenda di Adalia e Fulvio, una donna e un uomo che nutrono un solo desiderio: trovare il partner ideale. I percorsi capricciosi della commedia fanno sì che Adalia e Fulvio s’incontrino, ma con abito scambiato. Adalia come uomo, Fulvio come donna. Ora il bello della situazione (e il suo punto forte) è che non solo l’abito, ma anche la psicologia è capovolta […] deflagrano i lazzi, i nonsenso, le deformazioni della Commedia dell’Arte».

Osvaldo Guerrieri / La Stampa

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