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santibriganti Teatro

 

 


 

FRATELLI IN FUGA
storia di Lollo e Michi

di BÀBUIN, ABBRUZZESE, BUSNENGO, FARDELLA

con  LUCA BUSNENGO  e  ANDREA FARDELLA

scene GIOVANNI FERRERO e MARCO FERRERO
in collaborazione con SIYANA MIHOVA
costumi EVA MARIA CISCHINO
foto di scena STEFANO ROGGERO
video FABIO MELOTTI
luci e suoni NICOLA ROSBOCH

aiuto regia ARIANNA ABBRUZZESE
con la preziosa collaborazione della dott.ssa MARCELLA AMERIO

ideazione e regia MAURIZIO BÀBUIN

produzione Santibriganti Teatro
in collaborazione e con il sostegno della  Fondazione Paideia
in collaborazione con la Citta di Settimo Torinese-Fondazione ECM

 

“Perché scappi fratellino? Io non riesco a dirtelo, ma per farmi sentire posso urlareeeeeee!”

di siblings e di autismo

 

Sibling: che strana parola per chi non conosce bene l’inglese. Ha in ogni caso un bel suono: è dolce, musicale, accogliente.
Sibling è una parola che significa fratello o sorella e si utilizza di solito quando ci si riferisce ai fratelli e sorelle delle persone con disabilità.

 

     

 “Fratelli in fuga” ci racconta l’avventura di Lorenzo detto Lollo e di suo fratello Michele detto Michi, affetto da sindrome autistica.
Lollo e Michi scappano, ma da chi e da cosa scappano? Certo c’è un motivo, una causa scatenante che li fa fuggire, ma forse c’è anche altro.
Di sicuro per il bambino Lollo non è facile comprendere, accettare e convivere sempre serenamente con un fratello così speciale come Michi. E chissà cosa passa nella testa del bambino Michi quando sta insieme al fratello più piccolo?
Quel che è certo è che la loro avventura di una notte, piena di imprevisti e difficoltà, di paure ed emozioni, ma anche divertimento, li aiuterà a scoprire che il loro è un legame davvero speciale e tale resterà anche quando saranno “grandi”: come dicono i piccoli.

Maurizio Bàbuin
 dedicato alle mie tre meraviglie
Andrea, Beatrice, Davide


 

Un ringraziamento particolare alla Fondazione Paideia Onlus che ha sostenuto il progetto, ci ha accompagnato nella conoscenza delle problematiche legate ai siblings e all’autismo attraverso importanti e fondamentali incontri con le famiglie da loro seguite e inserirà lo spettacolo nell’ambito delle iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica su tali tematiche.
Ogni qualvolta lo spettacolo sarà replicato, il 5% del cachet sarà devoluto alla Fondazione Paideia a sostegno delle attività dedicate ai fratelli e sorelle di bambini con disabilità.

“Fratelli in fuga” ha avuto il suo debutto assoluto venerdì 23 settembre 2016 presso la Casa Teatro e Ragazzi Giovani di Torino, nell’ambito di Hey,brother!  Convegno internazionale sul tema dei siblings, fratelli e sorelle di persone con disabilità, organizzato dalla Fondazione Paideia Onlus.

Lo spettacolo fa parte del progetto Piccola trilogia degli altri bambini che considera la possibilità di presentare insieme le tre produzioni che lo compongono al pubblico delle scuole, al fine di suscitare, attraverso il divertimento e l’emozione, riflessioni in merito ad argomenti delicati, non di consuetudine trattati dal teatro ragazzi.
Dove possibile, può essere interessante prevedere la presenza e l’intervento, alla fine dello spettacolo, dei componenti delle  fondazioni o associazioni che hanno contribuito e collaborato alla realizzazione degli spettacoli o di realtà simili in ambito nazionale.

Piccola trilogia degli altri bambini accoglie gli spettacoli:
“YoYo piederuota”
“Ahi! Ahia! Pirati in corsia!”
“Fratelli in fuga”

Dai 5 anni per tutti

 

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Hanno scritto sullo spettacolo:

 

“Fratelli in fuga” a Giocateatro 2017

Dopo aver affrontato con profondità e delicatezza il tema della disabilità e della malattia in “YoYo Piederuota” e “ Ahi ! Ahia! Pirati in corsia! “ nel progetto “Piccola trilogia degli altri bambini” Santibriganti Teatro, in collaborazione con Fondazione Paideia Onlus, in “ Fratelli in fuga” affronta con altrettanta profondità il tema dell'autismo sempre su ideazione e regia di Maurizio Bàbuin.

“Fratelli in fuga” racconta il meraviglioso e l'apparente tormentato rapporto tra Lorenzo, detto Lollo, e suo fratello Michele, detto Michi, affetto da sindrome autistica.
Lollo ora diventando grande vive da solo, ma Michele, non può fare a meno di lui e, quindi, scappa da mamma e papà raggiungendolo nella sua nuova casa di giovane scapolo. E' qui che i ricordi si affastellano e ritornano ad un'altra fuga avvenuta anni prima, quando Lollo era fuggito di casa, stanco di non avere mai un minuto di libertà, sempre a “correre dietro” alle esigenze di un fratello asfissiante. E anche là era successa la medesima cosa, Michele, sul far della sera, lo aveva raggiunto, rovinandogli la festa e la libertà così tanto agognata. Ma quella notte era stata una notte speciale, una notte passata in una specie di Campo Giochi dove i due fratelli, dopo una iniziale diffidenza da parte di Lollo, si erano divertiti, dove avevano passato, uno a contatto stretto con l'altro, una notte del tutto speciale in cui i sentimenti di ognuno di loro, espressi in tutte le diverse sfaccettature, vengono riportati fedelmente ai piccoli spettatori, i quali entrano in modo semplice ma fecondo, non solo in una storia di fratellanza, ma anche nelle pieghe di una sindrome che condiziona, seppure in modo diverso, il rapporto tra le persone. Sì perché Michi ha bisogno di Lollo, della sua “normalità” per aiutarlo a capire attraverso di lui il mondo in cui vive, ma Lollo ha forse più bisogno dell'altro per comprendere meglio quello che non si vede, che sta nei risvolti dei sentimenti, non detti, tra gli esseri umani.
Così Michi sarà capace di esternare a voce tutto l'amore non detto che sente per il fratello e l'altro anche capirà che, poi, il fratello, tutto scemo non è!

Luca Busnengo, Michele e Andrea Fardella, Lorenzo, muovendosi tra le scene inventate da Giovanni e Marco Ferrero in collaborazione con Siyana Mihova, danno piena credibilità alla caratterizzazione dei due fratelli, costruendo un nuovo notevole sincero tassello per un tema già trattato negli anni scorsi in modo molto convincente da due perle sceniche come “Fratelli” del Teatro la Ribalta e “ Zigulì “ di Teatro di Lina. Lo spettacolo ha però, secondo noi, ancora, bisogno di qualche aggiustamento, eliminando i troppi finali, qualche buio e qualche parola di troppo che appesantiscono uno spettacolo molto necessario nel teatro ragazzi italiano, lasciando maggior spazio all'azione teatrale e aumentando in questo modo i diversi punti di forza che lo spettacolo già possiede.


Mario Bianchi
Eolo per Giocateatro 2017

 

 

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