santibriganti Teatro

 

 


 


Le campagne di Russia del
Barone di Munchausen

 

di Rudolf Erich Raspe

interpretazione e regia di Davide Cùccuru
scene di Mariangela De Piano
abito di Rossana Dassetto Daidone
disegni di Maurizio Maletti
disegno luci di Antonio Stallone
luci di Marco Ferrero

SCHEDA DIDATTICA
SCHEDA ARTISTICA
SCHEDA TECNICA

 

Linguaggio prevalente: Teatro d'attore
Durata: 50 minuti
Fascia d'età: dagli 8 anni

Trama e descrizione dello spettacolo
Un uomo ritrova nella sua libreria un vecchio racconto. Gli basta sfogliarlo ed ecco che il ricordo lo invade e si ritrova, come per magia, ad indossare i panni del protagonista, a ripercorrere le sue avventure: le rivive come fossero proprio sue o di un vecchio e caro amico. Questo amico si chiama Barone di Munchausen: il più gran contafrottole che la storia ricordi.

La prima edizione di questi fantastici racconti fu pubblicata ad Oxford nel 1785 e portava il titolo di Viaggi meravigliosi e campagne di Russia del Barone di Munchausen narrati da lui stesso.

L’autore, Rudolf Erich Raspe, nel dipingere il campione mondiale dei contafrottole sembra si sia ispirato a un personaggio realmente esistito, e c’è da crederlo, perché fa parte della natura dell’uomo (come anche del bambino) di millantare imprese o avventure che si sono solo sognate. Il Barone è la massima rappresentazione di questa debolezza umana.

Accanto a quello parodistico, l’intento del Raspe era anche educativo: il Barone racconta le sue incredibili storie non nell’illusione di poterle dar da bere agli ascoltatori, bensì per metterli in guardia contro il ridicolo che inevitabilmente ricade su chi racconta frottole e panzane. Ma appena incomincia il racconto cade ogni impostazione pedagogica. Le straordinarie avventure si susseguono con tanta naturalezza da apparire quasi verosimili.

Non si fa mai ricorso ad elementi fantastici o extra-naturali: il cavallo purosangue che fa un balletto sul tavolo da tè senza nemmeno rompere una tazza, l’orso che esplode in seguito allo scontrarsi nelle sue viscere di due pietre focaie, il cavallo tagliato in due metà, ricongiunto poi da germogli d’alloro da cui nascerà più tardi addirittura una pianta, il viaggio sulla luna verso cui il Barone sale arrampicandosi su una pianticella di fagiolo, pur nella loro assurdità, conservano la pretesa a una certa giustificazione naturale.

Questo contrasto fra il substrato razionale e le menzogne che vi fioriscono dà al racconto il suo sapore un po’ aspro lasciando i più piccoli a bocca aperta e i più grandi increduli e divertiti davanti a tanta sfacciataggine.

 

 

Temi prevalenti
I temi del racconto sono i più svariati; la messa in scena ne predilige alcuni, come ad esempio il tema del viaggio: il Barone è infatti in continuo movimento attraverso la sterminata Russia, spesso ne descrive dei particolari molto interessanti a livello di usi e costumi ed in particolare riguardo alla suggestiva natura animale e vegetale; ciò che il Barone scopre nella sua straordinaria avventura lascia continuamente sorpresi gli uditori e se stesso. La bugia, l’invenzione, così strettamente legate alla fantasia, sono un altro elemento che permea il racconto dall’inizio alla fine; il modo di mentire usato dal Barone non è indisponente, è anzi divertente, induce immediatamente al perdono, egli mente in maniera così “vera” che è quasi impossibile non credergli, in qualche modo quello che lui dice essergli accaduto probabilmente gli è veramente accaduto…

Riferimenti all’esperienza del bambino e/o adolescente
Il meccanismo dell’immedesimazione da parte del bambino nel personaggio del Barone è praticamente immediato, in questo, più che in altri spettacoli riconosce il gioco comune a tutti del “facciamo che io ero…”, forse perché è l’attore stesso che inizia lo spettacolo travestendosi, o forse perché addentrarsi nei meandri dell’immaginazione che muta il volto degli avvenimenti – e che trasforma gli oggetti di uso comune nei più svariati elementi, è materia in cui i bambini ci fanno da maestri.

Tecniche e linguaggi teatrali utilizzati
La messa in scena punta a valorizzare innanzitutto la singolarità del racconto, quindi protagonista assoluta è la narrazione, sviluppata attraverso l’azione (il protagonista rivive, nel vero senso della parola, ogni avventura) e attraverso la recitazione, infatti l’attore che “gioca a fare il Barone” ne estremizza il carattere tanto da renderlo quasi deformato, come visto da una lente di ingrandimento.

Metodo di lavoro utilizzato dalla compagnia nella creazione dello spettacolo
Lo spettacolo nasce attraverso un meticoloso lavoro di ricerca legato al linguaggio, e di conseguenza alla vocalità, alla fisicità e pantomima e al contatto e utilizzo degli oggetti. A questo proposito la compagnia propone un breve laboratorio, facoltativo, da svolgersi prima della visione dello spettacolo attraverso il quale si possono scoprire tutti i segreti della messa in scena.

Fonti utilizzate
Il primo capitolo del racconto del Raspe, ossia Viaggi meravigliosi e campagne di Russia.

Profilo caratteriale della Compagnia
Santibriganti Teatro nasce nel 1992. L’esigenza primaria della compagnia è quella di cercare di creare spettacoli assolutamente rispettosi delle diverse tendenze artistiche del gruppo. Differenza, per noi, sinonimo di forza, confronto e stimolo.

L’approccio al lavoro ci ha portato negli anni ad approfondire percorsi riconducibili ad un onesto e profondo sentimento nei confronti dell’arte teatrale.

Indicazioni sulle scenografie e sui costumi
La scenografia, curata da Mariangela De Piano, si ispira prevalentemente alle illustrazioni del grande Gustave Doré che si trovano insieme al racconto.

L’abito di scena, realizzato da Rossana Dassetto, riproduce un abito settecentesco, stravagante nei colori.

Gli oggetti di scena sono i più vari e sono disponibili nelle nostre case (posate, specchi, pupazzi, carte geografiche, un mappamondo, una teiera, sedie che la fantasia trasforma…) ed è la magia del racconto che permette loro di prendere vita.

Importanti anche gli effetti luce, disegnati da Antonio Stallone.

Percorsi di lavoro consigliati
Pensiamo che una cosa molto utile, ma non indispensabile, che possono fare gli insegnanti sia quella di leggere il racconto con i loro allievi prima di sottoporli alla visione dello spettacolo. Questo consentirebbe una più approfondita analisi e un utile confronto con la compagnia dopo la recita. Ma allo stesso tempo, di fronte ad una classe intellettualmente vivace probabilmente l’effetto sorpresa potrebbe rivelarsi più interessante.

PROGRAMMA LABORATORIO

Riduzione ed analisi del testo, realizzazione di una scena (interpretazione, movimenti), collegamento degli episodi per mezzo delle musiche (e pantomime), dei movimenti e dei suoni, scelta e uso degli oggetti di scena, costumi, trucco scenico ed impostazione vocale. Al termine degli incontri propedeutici si procederà alla visione dello spettacolo e successivi commenti sulla base delle nozioni apprese.

Il laboratorio e la visione dello spettacolo necessitano di tre incontri, ciascuno di due ore.

ALCUNE FRASI DEL TESTO

"Noi sottoscritti, nella qualità di veri assertori del progresso, affermiamo nel modo più solenne che tutte le avventure del nostro amico Barone di Munchausen, in qualunque paese esse abbiano avuto luogo, sono fatti positivi e reali. E come si è creduto a noi le cui avventure sono dieci volte più mirabolanti, così vogliamo sperare che tutti i veri credenti presteranno a lui piena fede e fiducia. Firmato: Gulliver, Sinbad e Aladino."

"… mi venne in mente che i fagioli in Turchia crescono molto in fretta, raggiungendo incredibili altezze. Ne piantai uno seduta stante, che crebbe, e finì con l’abarbicarsi proprio a uno dei corni della Luna…"

"… le note si erano congelate nel corno, dal quale era chiaro, uscivano ora disciogliendosi, a tutto onore del postiglione…"

"… costrinsi il puledro a saltare nel salotto, da una delle finestre aperte. Feci più volte il giro della stanza, al passo al trotto e al galoppo, e da ultimo lo feci salire sulla tavola apparecchiata, dove gli feci ripetere con grazia, in miniatura, la lezione appena appresa: fu un’esecuzione perfetta… non si ruppe né una tazza né un piattino…"

Santibriganti Teatro
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