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di Rudolf Erich Raspe Genere: Teatro di parola Trama e descrizione dello spettacolo La prima edizione di questi fantastici racconti fu pubblicata ad Oxford nel 1785 e portava il titolo di Viaggi meravigliosi e campagne di Russia del Barone di Munchausen narrati da lui stesso. L’autore, Rudolf Erich Raspe, nel dipingere il campione mondiale dei contafrottole sembra si sia ispirato a un personaggio realmente esistito, e c’è da crederlo, perché fa parte della natura dell’uomo (come anche del bambino) di millantare imprese o avventure che si sono solo sognate. Il Barone è la massima rappresentazione di questa debolezza umana. Accanto a quello parodistico, l’intento del Raspe era anche educativo: il Barone racconta le sue incredibili storie non nell’illusione di poterle dar da bere agli ascoltatori, bensì per metterli in guardia contro il ridicolo che inevitabilmente ricade su chi racconta frottole e panzane. Ma appena incomincia il racconto cade ogni impostazione pedagogica. Le straordinarie avventure si susseguono con tanta naturalezza da apparire quasi verosimili. Non si fa mai ricorso ad elementi fantastici o extra-naturali: il cavallo purosangue che fa un balletto sul tavolo da tè senza nemmeno rompere una tazza, l’orso che esplode in seguito allo scontrarsi nelle sue viscere di due pietre focaie, il cavallo tagliato in due metà, ricongiunto poi da germogli d’alloro da cui nascerà più tardi addirittura una pianta, il viaggio sulla luna verso cui il Barone sale arrampicandosi su una pianticella di fagiolo, pur nella loro assurdità, conservano la pretesa a una certa giustificazione naturale. Questo contrasto fra il substrato razionale e le menzogne che vi fioriscono dà al racconto il suo sapore un po’ aspro lasciando i più piccoli a bocca aperta e i più grandi increduli e divertiti davanti a tanta sfacciataggine. Temi prevalenti Riferimenti all’esperienza del bambino e/o adolescente Tecniche e linguaggi teatrali utilizzati Metodo di lavoro utilizzato dalla compagnia nella creazione dello
spettacolo Fonti utilizzate Profilo caratteriale della Compagnia L’approccio al lavoro ci ha portato negli anni ad approfondire percorsi riconducibili ad un onesto e profondo sentimento nei confronti dell’arte teatrale. Indicazioni sulle scenografie e sui costumi L’abito di scena, realizzato da Rossana Dassetto, riproduce un abito settecentesco, stravagante nei colori. Gli oggetti di scena sono i più vari e sono disponibili nelle nostre case (posate, specchi, pupazzi, carte geografiche, un mappamondo, una teiera, sedie che la fantasia trasforma…) ed è la magia del racconto che permette loro di prendere vita. Importanti anche gli effetti luce, disegnati da Antonio Stallone. Percorsi di lavoro consigliati PROGRAMMA LABORATORIO Riduzione ed analisi del testo, realizzazione di una scena (interpretazione, movimenti), collegamento degli episodi per mezzo delle musiche (e pantomime), dei movimenti e dei suoni, scelta e uso degli oggetti di scena, costumi, trucco scenico ed impostazione vocale. Al termine degli incontri propedeutici si procederà alla visione dello spettacolo e successivi commenti sulla base delle nozioni apprese. Il laboratorio e la visione dello spettacolo necessitano di tre incontri, ciascuno di due ore. ALCUNE FRASI DEL TESTO "Noi sottoscritti, nella qualità di veri assertori del progresso, affermiamo nel modo più solenne che tutte le avventure del nostro amico Barone di Munchausen, in qualunque paese esse abbiano avuto luogo, sono fatti positivi e reali. E come si è creduto a noi le cui avventure sono dieci volte più mirabolanti, così vogliamo sperare che tutti i veri credenti presteranno a lui piena fede e fiducia. Firmato: Gulliver, Sinbad e Aladino." "… mi venne in mente che i fagioli in Turchia crescono molto in fretta, raggiungendo incredibili altezze. Ne piantai uno seduta stante, che crebbe, e finì con l’abarbicarsi proprio a uno dei corni della Luna…" "… le note si erano congelate nel corno, dal quale era chiaro, uscivano ora disciogliendosi, a tutto onore del postiglione…" "… costrinsi il puledro a saltare nel salotto, da una delle finestre aperte. Feci più volte il giro della stanza, al passo al trotto e al galoppo, e da ultimo lo feci salire sulla tavola apparecchiata, dove gli feci ripetere con grazia, in miniatura, la lezione appena appresa: fu un’esecuzione perfetta… non si ruppe né una tazza né un piattino…" |
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Santibriganti Teatro Sede legale: via Artisti 10 - 10124 Torino Sede organizzativa: via Palestro 9 - 10024 Moncalieri (TO) tel./fax. 011643038 santibriganti@santibriganti.it |
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