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Santibriganti teatro

 

Adam Eterno

fascia d’età: dai 14 anni
durata: 70 minuti

tratto dal romanzo “Il garzone del macellaio”
(“The Butcher Boy”) di Patrick Mc Cabe
traduzione dall’inglese per Garzanti di Riccardo Duranti
riduzione, adattamento e regia di Maurizio Bàbuin e Susanna Garabello
con Maurizio Bàbuin
voce della vecchina Maria Anodal
musiche originali Marco Trivellato luci e suoni Fulvio Crivello
elementi di scena Mariangela De Piano costumi Rossana Dassetto

Adam Eterno è un monologo ispirato ad un romanzo irlandese: una storia tenera, disperata, crudele, che ci induce a riflettere su piccoli eventi quotidiani, i quali talvolta travolgono la vita di un individuo (in questo caso un adolescente), fino a portarlo a conseguenze estreme, forse anche soltanto immaginate.
E’ un “lavoro in corso”, creato nel 1996, che continua grazie ad una promessa da mantenere e proseguirà lungo la strada di una ricerca personale dell’attore protagonista.
Maurizio Bàbuin nutre il monologo (e si nutre artisticamente attraverso di esso) della propria esperienza di vita e d’artista. Adam Eterno annualmente “rinasce” invecchiando. Questo è l’aspetto più interessante del lavoro: è una tappa, gelosamente protetta, di un’inesausta e necessaria ricerca.
Francie è il personaggio sul quale ruota il romanzo; gli sarebbe bastato poco per essere felice: un amico del cuore, qualche tavoletta di cioccolato, un po’ di musica, tanti fumetti (come Adam Eterno) e la confortante sicurezza che nel mondo, magari solo nel ricordo, qualcosa di bello c’è. E invece…Così, quasi per caso, Francie ci attira nel suo universo: patetico e crudele, comico e affollato di disperata solitudine, assurdo e fin troppo familiare.
La voce di una vecchina introduce Francie: l’uomo rimasto bimbo, ricordando il passato attraverso flash della memoria, rinnova un desiderio continuo di protezione e di aiuto. Francie mostra sempre più il proprio animo; ma le paure e le aspettative di un bambino sono per molti versi simili, se non uguali, a quelle di un adulto.
La musica originale, composta per quartetto d’archi, quartetto vocale e percussioni, concentra l’incubo di una moderna tragedia tascabile.

“Teatro che puoi e vuoi sempre rivedere, risentire. Adam eterno è uno spettacolo diciamo subito bellissimo. E’ una eccezionale prova d’attore, quella che offre Maurizio Bàbuin, e l’attoralità resta, nonostante l’insistenza delle forze negatrici, il testo privilegiato della fruizione teatrale. […] Adam eterno è una bella storia, ma lascia il segno più forte nel ritratto che dipinge della Violenza. […] lo spettacolo è un incedere denso di sentimento verso gli atti ultimi del Teatro. Attimi in cui sono i sensi tutti ad entrare in tensione”. Christopher Cepernich, Il Corriere dell’Arte

“Ormai giunto all’ottavo anno di repliche, assomiglia ad un perfetto congegno di scatole cinesi: […] si aprono nuove prospettive ed interrogativi che ne contengono altri di impensati fino ad un risvolto tragico che ne segna il finale […] Il congegno drammaturgico è esemplare per linearità nonché perfetto nel dipingere una parabola esistenziale intrisa di solitudine e destinata a sfociare in un’assurda violenza omicida […] un’intensa pagina di teatro con il solo ricorso ad una mimica e gestualità esemplare”. Roberto Canavesi, Luna Nuova

“Maurizio Babuin di Santibriganti ha scelto una storia difficile e tragica […] che ha messo in scena dimostrando una tecnica attoriale saldissima, di precisione chirurgica, con una regia minimalista dai tocchi ossessivi”
Clelia Delponte, Il Gazzettino - Pordenone

 

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