santibriganti Teatro

 

 


 

voci erranti spazi narranti

Programma

Venerdì 17 ottobre 2003, ore 21.00
Munlab Ecomuseo dell'Argilla
Cambiano (To)

Una piazza d'Italia
Macchine Teatrali, Roma
Sono due storie che scorrono in tempi opposti. Ed entrambe partono da Una Piazza d’Italia, nel luglio del ‘46. Da lì le storie procedono in parallelo: una indietro nel tempo fino alla presa di Roma da parte di Garibaldi, l’altra fino a Genova, in quel luglio del G8 dove fu ucciso Carlo Giuliani.

La prima storia ripercorre, rileggendo al contraario il libro di Tabucchi, «Piazza d’Italia», le vicende di una famiglia di Anarchici di un paesino della Toscana. La seconda, alla stessa maniera, legge tre generazioni di una famiglia di origine contadina.

Venerdì 31 ottobre 2003, ore 21.00
Real Collegio Carlo Alberto
Moncalieri (To)

Dimmi
Centrale dell'Arte, Firenze

La legge Terracini del 1955 concede un assegno di benemerenza ai perseguitati politici antifascisti o razziali. Cinquecento discriminati presentano domanda ma meno di trenta richieste sono state accolte fino ad oggi; le altre giacciono in attesa di istruttoria o sono state annullaate per «rischio di grave danno erariale». Una giovane donna decide di stendere per conto della madre la storia della sua famiglia, toccata dalle discriminazioni; questa diventa l’occasione per un confronto con la sua origine. Lo spettacolo si muove su un doppio binario: da una parte una riscostruzione intima, privata, dall’altra un interrogarsi sulla storia dell’Italia del dopoguerra e sul rapporto controverso degli italiani con la memoria dell’olocausto.

Sabato 8 novembre 2003, ore 21.00
L'Espace, Torino

Pampas
Masnada Gruppo Teatro, Brescia

Pampas nasce da un documentario del 1970 della giornalista Ulrike Meinhof e da alcune sue lettere scritte dal carcere, in stato di isolamento. È evidente che, nonostante siano passati molti anni, il nome della Meinhof produce ancora imbarazzo e così si dimentica o si sottende che sia meglio dimenticare, che prima di passare alla clandestinità è stata «una delle più intelligenti e conosciute giornaliste tedesche. Pampas dunque: Monika è all’istituto perché ha rubato. Ma non è questa la verità. Monika Baraldi è una «trascinatrice» e «prima che il suo romanticismo esploda deve essere trasferita». Ecco la verità. Nulla di più. La libertà è il grido di Pampas.
Venerdì 21 novembre 2003, ore 21.00
Palestra di Boxe "Ilio Baroni" circolo "De Angeli", Torino

Pesi massimi
Teatro degli Auras, Massa Carrara
All’interno di un ring, circondato su tre lati dagli spettatori, un attore, un «atleta del cuore», racconta la storia delle storie, quella di un paese qualunque tra le montagne e il mare in cui un giorno qualcuno decide che la gente di montagna è migliore di quella di mare, che le patate sono migliore delle carote, che alcuni hanno diritti e altri no, che «chiunque non la pensi come lui...».
Ma una storia così non si può raccontarla da soli, non è più tempo di monologhi, è necessario il dialogo, il confronto, magari anche lo scontro e poi l’incontro... Che il nostro atleta giocherà con gli spettatori, allenandoli a non abbassare la guardia, a non distrarsi, a riconoscere quando un colpo è da squalifica, a Resistere.
Venerdì 5 e Sabato 6 dicembre 2003, ore 21.00
Circolo d'Arte varia "M. Dravelli" Moncalieri (To)

Oltre il muro
Scarlattine, Lecco
«Oltre il muro» sono immagini e performances teatrali sulla guerra e sulla resistenza umana alla guerra. È un evento composito, in cui confluiscono i linguaggi dell’arte e del reportage fotogiornalistico. Le storie sono quelle dei nuovi muri edificati dopo la caduta del muro di Berlino, la storia dei Balcani come paradigma e laboratorio per il mondo post- 11 settembre. Dove si nascondono le linee che dividono le memorie? In che modo la rappresentazione del nemico ha una funzione nel definire un percorso di rottura tra le comunità? In che modo la guerra nei territori dell’ex-Jugoslavia è diventato un modello da esportare nella logica per il dominio del XXI secolo? «Oltre il muro» sono storie accadute tra le diverse comunità, nelle diverse comunità.
Mercoledì 17 e Giovedì 18 dicembre 2003, ore 21,00
Fabrik, Moncalieri (To)

Ham-let-o
ovvero: chi cade del suo mal pianga in silenzio

Il Flabello - P. Arcidiacono, Milano
Amleto è misterioso per le stesse ragioni per cui è misteriosa la vita reale. Ogni situazione è un «caos di fattori» che interferisce con un altro. È la teoria del caos. Per gli studiosi del dramma elisabettiano, Amleto è la versione più profonda di un diffuso tipo elisabettiano: lo «scontento», il cinico selvaggiamente indolente (eroe? cattivo? eroe cattivo?). Oppure Shakespeare era consapevole del tipo, ma deciso a creare qualcosa di diverso? È Amleto un antiscontento? O Shakespeare creò un individuuo rinascimentale e scoprì che era un enigma? Noi cerchiamo di arricchire le sue opere con la nostra conoscenza e l’impresa è sempre affascinante, ma ardua. I testi del grande bardo sono certamente un problema, ma la loro bellezza è proprio in quel problema.
LUOGHI
Munlab Ecomuseo dell'Argilla
Via Camporelle n. 50, Cambiano (To)

Real Collegio Carlo Alberto
Via Real Collegio n. 30, Moncalieri (To)

L'Espace
Via Mantova n. 38 bis, Torino

Palestra di Boxe "Ilio Baroni" circolo "De Angeli"
Via Foligno n. 106, Torino

Circolo d'Arte varia "M.Dravelli"
Via Praciosa n. 11, Moncalieri (To)

Fabrik
Str. Mongina n. 9/11, Moncalieri (To)

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