Garibaldi fufferito una spedizione teatrale nelle terre d’Italia
progetto di Titino Carrara e Mauro Piombo drammaturgia Michela Marelli e Titino Carrara, direzione canti Paolo Mosele scene e luci Marco Ferrero, tecnico di scena Nicola Rosboch consulenza al progetto scenografico Lucio Diana costumi Roberta Vacchetta
con Titino Carrara, Fabio Bisogni, Cecilia Bozzolini,
Costanza Maria Frola, Valentina Pollani, Fulvia Romeo
maschere Franco Leita illustrazioniMara Aghem
scenografia realizzata con il contributo dell’Associazione
Scuole Tecniche San Carlo - Torino aiuto regia Giorgia Antonelli regia Titino Carrara produzione Santibriganti Teatro coproduzione Asti Teatro 33 in collaborazione con la Città di Moncalieri / Assessorato alla cultura
con il sostegno della Regione Piemonte/Bando Italia 150,
Città di Settimo Torinese/FondazionECM
La sera del 5 maggio 1860 i due vapori Piemonte e Lombardo, carichi di volontari male armati, privi di munizioni e di polvere da sparo, ma carichi di storie, salpano dallo scoglio di Quarto e puntano la costa siciliana.
GaribaldiFufferito racconta l’epopea dei Mille, il viaggio che conduce all’Italia unita: Mille che disegnano tante realtà, culture e paesi, un brandello di storia di un’Italia divisa che si unisce per un’impresa disperata attorno alla forte identità dell’Eroe dei Due Mondi.
In viaggio fra Italie e Italiani.
Dàghela avanti un passo.
Non uno spettacolo di pura rievocazione storica, ma un evento di Teatro Popolare Contemporaneo, capace di arrivare allo spettatore di ogni ordine e grado, mescolando le lingue, i dialetti, le musiche e le tradizioni di tanti brandelli di una Italia disunita.
Storia e tradizione, realtà e mito impastati in una sorta di musicalità linguistica là dove non esiste neppure una unità d’Italia: i dialetti per raccontare, cantare e vivere le storie di tanti piccoli eroi che si confrontano con la grandezza del racconto.
Una immagine viva di ieri per una scommessa teatrale di oggi.
Un modo nuovo quanto antico di ricreare un’occasione appassionante, sui toni di uno spettacolo dove tradizione e innovazione si coniugano sul “terreno della Piazza”: luogo da sempre di incontro – scontro fra teatro e il suo pubblico, da sempre antagonista – protagonista della storia.
Cosa ci può suggerire ancora il Generale, dall’alto dei suoi monumenti, nelle piazze, lungo le strade?
Lui veglia, tranquillo, ora a cavallo, ora appoggiato alla spada, ora avvolto nel suo poncho a proteggere l’intera nazione.
Di Lui si racconta … e l’eroe popolare si misura con la popolarità del racconto: Lui è azione, motore, metafora del desiderio dell’uomo di cimentarsi nell’intrapresa; i Mille sono altrettanti spunti per un pensiero, una congettura di messa in scena al confine tra realtà contemporanea e mito.
Titino Carrara è erede di decima generazione della Famiglia d’Arte “I Carrara”. Nato e cresciuto nel “Carro di Tespi” del padre Tommaso, capocomico, del nonno Armando e della madre Argia, oggi è direttore artistico, raffinato attore e regista della Piccionaia – Teatro Stabile d’Innovazione di Vicenza, è depositario di una civiltà teatrale scalcinata e affamata che ha allevato in Italia artisti di valore indimenticato.
La storia e la magia del Teatro Viaggiante
Le cronache delle compagnie teatrali "all'antica Italiana" raccontano la grande abilità dei capocomici di elaborare e trasformare il repertorio, plasmandolo sul pubblico e sulle occasioni.
I “Teatri Mobili” (... Carri di Tespi) erano microcosmi di circa 20 attori che davano vita alle circa 120 “Compagnie Italiane di Prosa” che popolavano il territorio nazionale, nel secondo dopoguerra, in una continua migrazione di piazza in piazza.
Da questa suggestione nasce l’idea di un progetto teatrale sulla spedizione dei Mille: un palcoscenico da piazza, una macchina che possa ricordare uno dei vapori della spedizione, una piattaforma con pennoni, sartiame e verricelli da cui issare vele, vessilli, elevare altri elementi o porzioni di pavimento in una continua trasformazione degliambienti: fortificazioni, luoghi per convegni d’amore, campi di battaglia, ecc….
Note di regia
5 maggio 1860, Genova.
Fumaioli, alberi, vele, sartiame, fumo nero.
La Fraternal Compagnia Drammatica del Commendator Vitaliano Lamberti, proveniente da Palermo, sbarca al porto in un marasma di derrate, garibaldini e merci varie.
Carica le proprie masserizie in un andirivieni frenetico e dirige verso Torino con carri, casse, bauli.
Altri carri, casse e bauli dirigono alla volta di Quarto poco distante: Garibaldi è pronto all’imbarco con i Mille.
Spinti da uno slancio patriottico, alcuni componenti abbandonano la Fraternal compagnia e si aggregano alla spedizione.
Tutto bene, solo che nel trambusto generale si giocano le carte della storia: casse di costumi finiscono ai Garibaldini, casse di fucili e camice rosse alla Fraternal compagnia.
Che fare?
L’arte non s’arresta... e di necessità, virtù.
A Torino, sulle tavole di un teatrino da commedia, quattro attrici, un contabile apprendista attore e il capocomico, resti della Fraternal compagnia, daranno corpo e voce alle notizie, “fresche di sangue versato” dei loro colleghi al fronte.
Cronache dell’epopea garibaldina: imprese gloriose e quotidiani affanni, storie d’armi e d’amore, di chi parte e di chi resta.
Il mito della spedizione e la concretezza della necessità in un affresco unitario dalla matrice eterogenea e Popolare.
Commedia: caratteri, voci, cesello di dialetti, suoni e musiche, essenze, tradizioni.
Il potere si trasforma in un teatrino di Maschere che si gioca l’Italia come una partita a risiko: “Io do a te, lui da a me, loro danno a lui, a loro non gli diamo niente”.
Scambi.
Chi farà mai l’Italia? Le camicie rosse, una Commedia in maschera o un lancio di dadi?
La Fraternal Compagnia vive il viaggio verso l’unità, lo intraprende con la responsabilità e la consapevolezza di chi ha il compito, la necessità e l’urgenza di farlo conoscere.
Rappresentazione o realtà? Il confine è labile.
Perché labile, se non illusoria, è la linea di demarcazione tra la Storia e chi la Storia l’ha fatta.
Non la storia dei banchi di scuola, date e confini geografici, ma la storia di un’identità culturale, del senso di comune appartenenza.
Una storia vera, cruda, di sentimenti reali, di parole semplici; per ritrovare un ideale, una bandiera attorno alla quale fare quadrato, difendere un’idea e scoprire, per una volta almeno – e non solo nella necessità – il coraggio di azzardare un pensiero che ci appartenga, non generato dal sistema; ridare dignità ai personaggi, rinforzare la fede di un mito, rinnovarlo nella celebrazione del buono che rimane di allora, che non sia solo un inno cantato male, e per dovere imposto, ai mondiali di calcio.
Lo spettacolo ha debuttato, nella sua versione estiva, il 29 giugno in apertura del Festival Asti Teatro 33.
Il debutto invernale è avvenuto dal 13 al 18 dicembre presso il Teatro Gobetti a Torino, all'interno della stagione del Teatro Stabile 2011/2012.
Santibriganti Teatro Sede legale: via Artisti 10 - 10124 Torino Sede organizzativa: via Palestro 9 - 10024 Moncalieri
(TO)
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