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“Piccoli grandi uomini e donne
e luoghi”
progetto triennale 2005-2007
Una delle priorità del “sistema regionale delle residenze”,
è di riscoprire il ruolo culturale rivestito un tempo dai centri
periferici o cosiddetti minori, oppure generare nuovi luoghi,possibili
territori di fruizione di cultura teatrale e non solo. Il tutto attraverso
un riconoscimento di possibilità e potenzialità esprimibili
dal luogo o territorio stesso.
In questo senso Caraglio e la Valle Grana di cui il comune
di Caraglio rappresenta lo sbocco si rivelano interessanti sia in
un verso che nell’altro. In uno la riscoperta di un passato, ma
calato nel presente: Pietro da Saluzzo nelle Chiese della Valle Grana,
il Centro Provenzale di Coumboscuro, il Filatoio di Caraglio e il patrimonio
linguistico testimonianza della cultura locale. Nell’altro la
messa in moto di un presente proiettato nel futuro: il Teatro Civico
di Caraglio riaperto da un anno e che vuole avere un suo progetto artistico
e di formazione del pubblico, il Centro Polivalente che tra un anno
circa aprirà i battenti per l’interesse dei caragliesi
e la Valle Grana tutta, il Santuario di Castelmagno esempio meraviglioso
di romanico e meta composteliana delle nostre Alpi nonché punto
d’incontro per le genti di montagna e pianura.
Quindi sussistono ricchezze culturali del passato appartenenti all’arte,
alla lingua e al lavoro, che oggi devono trovare o trovano modo di essere
conservate e valorizzate e allo stesso modo esistono strutture e luoghi
di aggregazione che possono interessare Caraglio e tutta la Valle Grana,
che sentono il bisogno di strutturarsi non solo in quanto edificio esistente,
ma anche come progetto culturale e sociale, in modo da poter suscitare
l’interesse e la partecipazione in primo luogo dei abitanti di
Caraglio e della Valle Grana, ma anche vivacizzare il desiderio di scoperta
di questi luoghi da parte di tutti i piemontesi e non solo. In questo
sicuri del fatto che una buona offerta culturale e anche turistica,
è tale se recepita in prima istanza dal luogo e da chi lo abita.
In questo senso, Santibriganti Teatro, compagnia professionale nata nel
1992, riconosciuta e sostenuta dalla Regione Piemonte, desidera operare
in stretta collaborazione e confronto in primo luogo con l’amministrazione
di Caraglio, con la Comunità Montana della Valle Grana , e con
tutte le associazioni del territorio che desidereranno contribuire con
la loro presenza e collaborazione al progetto di Residenza Regionale Multidisciplinare
di Caraglio e della Valle Grana.
Per ciò che riguarda il progetto produttivo, si lavorerà
alla creazione di un evento, evoluto sui tre anni, che
possa contribuire a far emergere il sommerso rappresentato da tutti
quegli individui che hanno fatto e fanno la storia di un luogo senza che
i loro nomi compaiano sui libri.
Il teatro non può esistere senza l’attore e lo spettatore,
anche solo uno. E la storia non può esistere senza gli uomini (e
donne) e la conseguenza delle loro “azioni”.
Da sempre come compagnia teatrale ci siamo avvicinati alle storie dei
“vinti” così come sono stati splendidamente ricordati
da quel grande cuneese che ci ha lasciati solo alcuni mesi fa.
Da alcuni anni a questa parte, al desiderio di raccontare le storie degli
“uomini”, si è unito l’interesse formale, metodologico
e poetico per una ricerca verso il teatro d’arte popolare anche
attraverso i canoni della Commedia dell’Arte, sottendendo così
un ulteriore analisi del teatro comico e umoristico.
Nel percorso che andremo a proporre nell’ambito della Residenza
Multidisciplinare , avremo la possibilità di esprimere e sviluppare
ulteriormente questo tipo di ricerca, attingendo ad una serie di fonti
che proprio dal territorio stesso saranno in grado di sgorgare, stimolando
una reale collaborazione con le diverse realtà del territorio:
scuole associazioni, compagnie amatoriali, gruppi musicali, amministrazioni
comunali come l’assessorato alla cultura di Caraglio che fin da
subito si è mostrato disponibile e rivelato prezioso con consigli
e suggerimenti. Il Comune di Caraglio tra l’altro aderisce alla
Legge 482 per la tutela del patrimonio linguistico.
“Scarpe rotte, sorriso fino”
Questo il titolo del progetto produttivo che si svilupperà nell’arco
dei tre anni, sottotitoli per il 2005 “La Terra”,
per il 2006 “La Francia”, per il 2007 “La
Guerra”.
Il tutto nascerà attraverso la raccolta e la rielaborazione di
testimonianze scritte e orali legate a questi tre “fattori dirompenti”
che hanno fortemente segnato gli uomini e le donne di questi luoghi e
vallate d’intorno. Ciò non sarà però disgiunto
dal grande potere catartico, che ci arriva non solo dalla tragedia, ma
anche dalla capacità stessa di esorcizzarla attraverso il sorriso
o la liberatoria risata proprio perché ”non c’è
niente di più comico della tragedia dell’umano esistere”
come ci ricordava qualcuno seduto in un caffè di Parigi intento
a scrivere testi “assurdi” con dentro piccoli, insignificanti
uomini a volte persino senza un nome...
L’evento sarà curato dall’artista piemontese Maurizio
Bàbuin responsabile artistico di Santibriganti Teatro. Gli autori
delle fonti da cui sarà creato il testo naturalmente apparterranno
alla Valle Grana in prima istanza, ma toccheranno anche altre vallate
del cuneese.
L’ospitalità si manifesta coerentemente con le linee artistiche
del progetto, presentando creazioni che innestano la visione ironica ed
umoristica di artisti e registi nelle storie passate e presenti di “gente
comune”, che malgrado tutto ha imparato a ridere di se stessa.
Gli spettacoli che presenteremo aprono praticamente le porte del Teatro
Civico di Caraglio alla prima rassegna progettuale all’interno di
uno spazio inaugurato lo scorso anno e privo quindi di una stagione di
ospitalità consolidata.
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